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Jude Images: Jude Law a Roma - Hotel De Russie 10 novembre 2012

Jude Law a Roma - Hotel De Russie 10 novembre 2012




Guarda le foto nel forum: Jude Law a Roma - Hotel De Russie 11/11/2012


Postato da faryedely il Lunedì, 12 novembre @ 12:47:38 CET (253 letture)
(commenti? | Jude Images | Voto: 0)
Jude Interviews: Rise of the guardian - Conferenza stampa a Roma

Le 5 Leggende – Incontro con Jude Law, la voce dell’Uomo Nero!

Abbiamo incontrato a Roma Jude Law, l’attore britannico che ne Le 5 Leggende presta la voce al cattivo: Pitch, l’Uomo Nero! Ci ha parlato a lungo del film, del personaggio ma anche della sua carriera edelle sue scelte come attore!
Questo pomeriggio abbiamo incontrato a Roma Jude Law, celebre attore britannico e tra i più apprezzati ed eclettici attori della sua generazione. È sbarcato nella Capitale per incontrare la stampa e presentare Le 5 Leggende (Rise of the Guardians), il nuovo lungometraggio animato targato DreamWorks Animation e ispirato ad una serie di libri per bambini scritti da William Joyce.

Il film uscirà tra poche settimane nei cinema di tutto il mondo e martedì sarà presentato in anteprima al Festival di Roma (dove incontreremo il regista Peter Ramsey e il produttore del film Guillermo del Toro!).

Jude Law presta la voce a Pitch, l’Uomo Nero. È lui il villain della pellicola, che sfida e attacca le Leggende (Babbo Natale, Calmoniglio, Dentolina, Sandman e Jack Frost): il suo scopo è rubare l’innocenza dei bambini e fare in modo che il mondo si dimentichi e non creda più in loro. La loro forza deriva infatti dalla fiducia che i bambini ripongono nella loro iconica figura, e Pitch rischia di spazzarli via una volta per tutte!
Voce suadente, elegante e cortese come sempre, l’attore ha risposto alle domande sul film, sulla sua esperienza come doppiatore e sulla sua carriera. Ecco il nostro resoconto:

Che tipo di esperienza è stata doppiare un personaggio come Pitch? Sei sempre stato un fan dei film d’animazione?

Sono un grande fan del genere d’animazione, come tutti e sin da bambino. C’è qualcosa di diverso nel genere animato, un valore aggiunto proprio perché con l’animazione si possono aggiungere effetti che con gli attori in carne ed ossa non sarebbero possibili. È stata anche una grossa responsabilità prestare la voce a Pitch, perché nella storia del cinema animato i cattivi hanno sempre lasciato un’impronta forte sui bambini. È stata una sfida importante per me. Il processo inoltre è stato piuttosto vasto, e il mio input è durato vari anni, con grossi gap tra una fase e l’altra per permettere di sviluppare al meglio i personaggi. La partecipazione fisica è più impegnativa in un film d’animazione: hai la tua voce e puoi usare solo quella, arricchendola il più possibile. È stato divertente doppiare il cattivo, il male puro, contro cinque personaggi buoni tra i più conosciuti al mondo.

Pitch è paura pura. Che cos’è per te la paura? Come lo paragoni ad un altro tuo ruolo da cattivo, quello del marito nell’imminente Anna Karenina?

È interessante parlare delle due parti paragonandole. Pitch è cattivo in modo netto, bianco o nero. Mi piace che sia stata approfondita la sua storia, spiegando anche come ha perso i poteri in passato visto che è nato in un’epoca dove i bambini avevano maggiori paure, in particolare del buio. Al momento attuale si ha più paura dell’invisibile. Per me la paura è un’ottima motivazione quando lavoro, uno stimolo. Oggi più che in passato scelgo parti che mi spaventano, perché mi permettono di accettare sfide. In Anna Karenina interpreto Karenin, che è emotivamente introverso. Ero interessato alla parte e ho sempre avuto intenzione di non farne solo un cattivo, perché normalmente viene percepito come il marito che non ama Anna mentre si idealizzano i due amanti. Karenin non vede cosa c’è di sbagliato, è un personaggio complesso e maturo. È più fedele al libro, e il libro è fedele alla vita. E un personaggio è fedele quando viene mostrato per i suoi successi e anche i suoi fallimenti, i suoi alti e i suoi bassi.

Qual è la tua favola preferita? Cosa ti spinge ad accettare un ruolo in questo momento della tua carriera?

Non saprei, mi piacciono in generale! Pensandoci, mi ricordo di un libro che mi diede mia madre, non mi ricordo se di favole tedesche o dei fratelli Grimm. C’era un bambino, Peter, che si succhiava il pollice. Mi piaceva moltissimo, per le forti illustrazioni, e per la storia. C’era anche una ragazza che si accendeva un cerino e poi prendeva fuoco… non ricordo bene! Per quanto riguarda i ruoli, mi piace cercare parti che non ho mai fatto, in particolare dal punto di vista fisico ed emotivo. Mi piace poi mettermi completamente nelle mani di un bravo regista, che mi sproni e stimoli. A volte anche una bella location può aiutare!

Da piccolo credeva nell’Uomo Nero? I suoi figli hanno visto il film e cosa ne pensano?

Più o meno, non ero un bambino con tante paure. Avevo certamente paura del buio, e mi ricordo che correvo per le scale per paura che qualcuno sbucasse dal nulla! I miei figli sono indomiti, molto più coraggiosi di me, e non hanno paura di nulla. A loro Le 5 Leggende è piaciuto molto, e vi posso assicurare che sono particolarmente critici. Però questo film a loro è proprio piaciuto.

Il messaggio del film è trovare dentro sé stessi la forza per sconfiggere le paure. È un messaggio adatto? Cosa ne pensi?

Si, è un messaggio molto importante, che si riceve tra l’altro abbracciando i miti e le leggende del passato. Sono uno che lavora con la finzione, cercando di rendere le cose reali con il mio ruolo da attore. Spingere i bambini ad utilizzare la loro fantasia per diventare adulti sani credo sia un messaggio ottimo.

Quanto ti sei divertito ad interpretare Pitch? Dove hai scavato per trovare la tua anima malvagia?

È davvero divertente fare il cattivo, perché tutti abbiamo un lato oscuro. Dargli sfogo ogni tanto è gratificante, ma è anche la nostra parte più debole. È il modo più facile per uscire dalle situazioni, come fare il bullo a scuola o nella vita, o essere distruttivi nei confronti dei bambini.

In un film d’animazione a livello tecnico prima si recita e poi i personaggi vengono animati. Quanto hai messo di tuo nella sceneggiatura?

Sì, è vero. E per questo è difficile dire quanto effettivamente di ciò che registri finirà direttamente nel film. Il mio percorso è durato 18 mesi, anzi due anni. Dai il massimo e collabori, reciti molto, ma non sai effettivamente quale battuta poi verrà scelta. Per ogni battuta si registrano molte versioni diverse per la loro interpretazione, e poi vengono scelte in seguito quali adattare e montare. È un processo molto complicato e chiedermi quale battute precisamente sono stati scelte è come chiedermi il nome di una stella a caso!

Nel film la vera sconfitta per Pitch è capire che non si crede più in lui. Ti è mai capitato ad inizio carriera di essere ignorato e di sentirti non compreso?

Certo, è capitato probabilmente a tutti. Ma la vita lava via queste cose…

È un film d’animazione insolito, in quanto i prodotti attuali cercano di attirare un pubblico più ampio, ammiccando agli adulti con citazioni e sottotesti, mentre questo sembra essere dedicato principalmente ai bambini. Come può attirare anche gli adulti?

Credo che il film piacerà anche agli adulti, perché siamo tutti cresciuti con questi personaggi e li abbiamo incontrati nella nostra vita. Credo che il cinema si rivolga sempre al maggior numero di persone possibili, non a categorie. Un libro per bambini si sa per chi si scrive. Ma se porto i miei bambini al cinema a vedere un film, se sono contenti loro lo sono di conseguenza anch’io.

Hai trovato molta competitività nella tua carriera? Quali giovani attori stimi?

Ho imparato presto che se ti metti a gareggiare in tutto perdi. A 19 anni vivevo con Ewan McGregor e Jonny Lee Miller, cercavamo di farci strada e a volte facevamo provini per le stesse parti. Uno otteneva il ruolo, gli altri due no. Ma se non ti vogliono per una parte, non significa che non sei bravo ma semplicemente che hanno bisogno di qualcosa d’altro. Se lo capisci presto, questo ti può aiutare a crescere come attore senza essere competitivo. Quando poi invecchi, invecchiano anche le tue parti e i personaggi che reciti, e non c’è competizione con i giovani. Io ammiro molto Aaron Johnson (ndr. che ha recitato con lui in Anna Karenina). Mi piace molto, ed è un’ottima persona, dolce e amabile.

Perché hanno scelto te per la parte di Pitch e perché i cattivi hanno sempre l’accento inglese?

Non lo so, è da anni che funziona questa cosa! Non so davvero perché, credo derivi dall’impostazione teatrale, ma non so il perché!

Fonte: http://blog.screenweek.it


Postato da faryedely il Sabato, 10 novembre @ 19:47:46 CET (200 letture)
(commenti? | Jude Interviews | Voto: 0)
Jude News: Festival del Cinema di Roma

Festival del Cinema di Roma

Jude Law parteciperà al Festival del Cinema di Roma martedì 13 novembre 2012.


Postato da faryedely il Venerdì, 09 novembre @ 14:08:56 CET (179 letture)
(commenti? | Jude News | Voto: 0)
Jude Video: Effetti collaterali / Anna Karenina - Official Trailer HD





Guarda tutti i Video: Jude Law - Trailer


Postato da faryedely il Sabato, 03 novembre @ 13:12:33 CET (197 letture)
(commenti? | Jude Video | Voto: 0)
Robert Video: Iron man 3 - Official Trailer HD



Guarda tutti i Video: Robert Downey Jr. - Trailer


Postato da faryedely il Sabato, 03 novembre @ 13:09:41 CET (196 letture)
(commenti? | Robert Video | Voto: 0)
Jude Interviews: L'Uomo Vogue - Novembre 2012

L'UOMO VOGUE - novembre 2012

Jude Law è così immerso nella lettura da non accorgersi del mio ingresso, che pure gli è stato appena annunciato. Il libro in questione è The godless boys di Naomi Wood: "Un testo magnifico, di cui ho comprato i diritti e che spero di riuscire a produrre prima o poi. In realtà, sarei tentato dall’idea di dirigerlo. Per un attore è più semplice passare alla regia perché sa già tutto della politica del set, dei suoi rapporti di forza e di equilibrio. La cosa fondamentale è trovare un testo in cui credi davvero, così tanto da volergli dedicare almeno due, tre anni della tua vita".

Law – siamo a giugno, in una pausa dello shooting con Peter Lindbergh – viene da un periodo di scarsa presenza sul set: "Per 360 di Fernando Meirelles sono stato impegnato in tutto 10 giorni, e altrettanti ne sono occorsi per Contagion. Sempre con Soderbergh ho appena finito di girare Side effects. Steven è un’autentica forza della natura: riesce a essere contemporaneamente regista, cameraman, montatore. È per questo che ogni film che fa risulta così inconfondibilmente suo. Mi ha insegnato a essere aderente all’essenza di una scena, a prendere decisioni rigorosamente coerenti con lo specifico punto di vista di ogni sequenza". Nel film, in uscita a febbraio negli Usa, Law è un medico che tratta Rooney Mara per la depressione. Peccato che in uno stato di sonnambulismo provocato dalle medicine lei uccida il marito, Channing Tatum. "L'abuso di psicofarmaci è un tema molto sentito in America. Il mio personaggio crede sinceramente nell’utilità di prescriverli, ma questo naturalmente è solo uno degli aspetti del problema".

In maglione nero, calzamaglia e a piedi nudi, Law a 39 anni non irradia più la bellezza sfolgorante di Dickie Greenleaf, l’oggetto dell’invidia mortale di Matt Damon ne Il talento di Mr. Ripley che aveva stregato il pubblico femminile di tutto il mondo. Ma per un attore che non ha esitato a farsi imbruttire al limite della laidezza in film come Era mio padre di Sam Mendes o in Contagion, questo potrebbe non essere un problema, ma anzi aprire nuove possibilità. A colpire è invece la precisione nel modo di esprimersi, l’attenzione che Law sembra prestare a ogni parola. Che questo sia anche la conseguenza di un’incessante intrusione dei media nella sua vita privata (lo scorso gennaio Rupert Murdoch è stato condannato a pagargli 130.000 sterline per le intercettazioni telefoniche commissionate dai tabloid News of the World e The Sun) lo ammette lui stesso: "Con il tempo sono diventato molto più attento e molto più consapevole di quello che dichiaro, e poi mi dà un autentico piacere usare con precisione uno strumento fantastico come il linguaggio. È assurdo pensare che nella vita quotidiana non ne utilizziamo neppure un decimo delle potenzialità".

Nel corso di una carriera iniziata nel ’97 con il cameo di Alfred "Bosie" Douglas in Wilde, Law ha dato vita a personaggi ai limiti opposti della scala morale: cinici, odiosi quando non psicopatici (Gattaca, Il talento di Mr. Ripley, Era mio padre, Sleuth-Gli insospettabili, Contagion) o di un idealismo assoluto (Il nemico alle porte, Cold mountain): "Mi piacciono i ruoli estremi. Interpretare un personaggio sgradevole non è difficile: è più complesso interpretare un innocente. "La purezza è un aspetto molto affascinante dell’umanità, il difficile è aggiungervi la complessità necessaria, il riuscire a velare di un’ombra oscura anche i personaggi più integri".

Law ha lavorato con un’infinità di registi importanti, Eastwood, Cronenberg, Spielberg, Mike Nichols, Wong Kar Wai, Scorsese. Ma non esita a definire quello con Anthony Minghella come il rapporto più determinante nella sua evoluzione di attore. E non solo perché è ai due primi film girati con il regista scomparso nel 2008 che deve le sue due nominations all’Oscar (nel 2000 per Il talento di Mr. Ripley e nel 2004 per Cold mountain). "Con Anthony c’erano delle affinità fortissime. Mi ha insegnato che per essere il vero protagonista di un film devi essere anche una specie di padrone di casa, la persona in grado di instaurare, e mantenere, il tono, l’umore, l’armonia interna dell’intera troupe".

Di Joe Wright, che lo ha diretto in Anna Karenina (in Italia a febbraio), apprezza soprattutto «la capacità di alternare momenti di assoluta brutalità con altri di pura poesia. La sua versione del libro di Tolstoj è estremamente stilizzata; la sceneggiatura di Tom Stoppard sottolinea molto bene la complessità dei rapporti umani. "Credo sia impossibile per uno spettatore mantenere un punto di vista costante, e non far oscillare continuamente la propria empatia tra un personaggio e l’altro". Il film, uscito a settembre in Inghilterra dopo il debutto a Toronto, ha suscitato reazioni disparate nella critica, sia per quanto riguarda l’impostazione così fortemente teatralizzata sia per la scelta dei protagonisti, in particolare Aaron Johnson nel ruolo di Vronsky. Tutti concordi invece nel riconoscere la capacità di Jude Law di rendere il suo Alexei Karenin infinitamente più ricco di sfumature del personaggio portato sullo schermo dai predecessori. "Il rapporto tra Joe e Keira Knightley (la protagonista, nda) è fortemente complementare. È evidente che con lui lei si sente molto libera di sperimentare. Tanto che non è sempre facile ricordarsi che Keira è così giovane: in certi momenti ti sembra un’ingenua, l’attimo dopo dimostra tutta la consapevolezza e il mestiere di un’attrice esperta".

Attualmente Law sta girando la black comedy di Richard Shepard Dom Hemingway, dove interpreta uno scassinatore di casseforti appena uscito di prigione dotato di un paio di vistose basette che stanno facendo il giro di fansites e tabloids. E farà parte del cast di Grand Budapest Hotel, il nuovo film di Wes Anderson co-starring Ralph Fiennes, Bill Murray e Jason Schwartzman. "Era da moltissimo tempo che desideravo collaborare con Anderson. Tra i registi con cui non ho ancora lavorato mi piacerebbe essere coinvolto in un progetto di Audiard o dei fratelli Cohen".

A novembre 2013 tornerà in teatro con Henry V, diretto ancora una volta da Michael Grandage, per cui era già stato un applauditissimo Amleto nel 2009. La critica inglese era stata unanime nel dichiarare il palcoscenico la dimensione ideale per l’attore. Del resto Law aveva ottenuto la sua prima nomination agli Olivier Awards già nel ’94, alla sua prima apparizione nel West End ne Les parents terribles di Cocteau. "Shakespare è sempre eccezionale", sottolinea l’attore. "Per l’estremismo dei ruoli, per la magnificenza della poesia, per le infinite possibilità interpretative che offre. Prima vai alla ricerca della verità del testo, poi della sua originalità. E poi ricominci tutti i giorni a scoprire nuove sfide, nuovi sottotesti, nuovi significati. È un autore elettrizzante, che ti mantiene in un costante stato di allerta".

L’anno scorso Law era stato il protagonista della stagione estiva della Donmar Warehouse conAnna Christie di Eugene O’Neill. On stage è iniziata la relazione con Ruth Wilson, la protagonista femminile della pièce. Ma è impensabile chiedergli qualcosa della sua vita sentimentale, massacrata dalle illazioni e dal costante scrutinio dei tabloid inglesi, dal matrimonio durato 5 anni e finito nel 2003 con Sadie Frost alla storia on e off con Sienna Miller, fino allo scandalo della nanny e alla brevissima relazione (per non dire one night stand) con la modella Samantha Burke da cui ha avuto un figlio.

Facile invece farlo parlare del suo impegno per Peace One Day, l’associazione non profit fondata da Jeremy Gilley per indurre i governi di tutto il mondo a riconoscere un giorno all’anno (il 21 settembre) di sospensione di tutti i conflitti per poter intervenire in aiuto delle popolazioni maggiormente colpite. "Nel 2007, il primo anno in cui sono stato coinvolto, Gilley riuscì a far sospendere lo scontro tra Talebani e Task force internazionale in Afghanistan. In quel giorno 1,4 milioni di bambini sono stati inoculati contro la poliomielite. All’inizio mi ero limitato a registrare un video, ma quando Gilley mi ha invitato a recarmi con lui nel teatro di guerra nonostante la paura mi sono detto: “Se lo fa lui posso farlo anch’io".

Oltre che spokes-person in tutte le occasioni pubbliche, l’attore si è impegnato in un’intensa attività di networking, riuscendo a coinvolgere nell’iniziativa anche Dior. A differenza di molte star che parlano con malcelato fastidio dei marchi di cui sono testimonial, Law definisce “armonioso” il rapporto iniziato 5 anni fa con la Maison parigina: "È stato divertente ritrovare Guy Ritchie (regista dei due blockbuster Sherlock Holmes, in cui Law interpreta John Watson, nda) per girare una spy story per lo spot di Dior homme. E poi Dior non è solo un marchio cool; fra noi c’è una sintonia molto forte: mi è bastato parlare una volta di Peace One Day perché decidessero immediatamente di sponsorizzare l’iniziativa".

Fonte: www.vogue.it




Guarda le foto nel forum: L'Uomo Vogue - novembre 2012 Copertina ed Intervista


Postato da faryedely il Giovedì, 01 novembre @ 14:32:58 CET (356 letture)
(commenti? | Jude Interviews | Voto: 5)
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Postato da faryedely il Mercoledì, 31 ottobre @ 20:46:17 CET (218 letture)
(commenti? | Robert & Jude | Voto: 5)

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